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Assistenza tecnica da remoto, fattore di rischio per le aziende

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Assistenza tecnica da remoto, fattore di rischio per le aziende

I Vostri dipendenti installano e configurano da soli i software aziendali? E se in questo modo qualcuno dall'esterno riuscisse ad accedere alla Vostra rete?

 

Nelle grandi aziende, di solito ci sono vari tecnici IT che si occupano di installare e configurare i software aziendali su tutti i computer. In aziende più piccole, invece, avere anche una sola persona che si dedichi a questo compito rappresenta un lusso difficile da giustificare. La maggior parte delle PMI spesso assumono amministratori di sistema part-time a rotazione e che non sempre sono disponibili. Per questo, in alcune occasioni i dipendenti stessi devono configurare autonomamente i software che utilizzano per il proprio lavoro.

Tuttavia, non tutti sanno come configurare un programma più complesso, anche avendo a disposizione un manuale. Se qualcosa va storto, se l’amministratore di sistema non è raggiungibile o non c’è e se nessuno in ufficio sa come risolvere quel problema puntuale, un dipendente potrebbe avere la geniale idea di chiamare qualcuno di sua conoscenza che sappia maneggiare bene i computer.

Alcune aziende che non hanno uno staff di assistenza dedicato ormai considerano questo approccio come una consuetudine: i dipendenti pagano per il servizio che hanno richiesto per poi ricevere successivamente un rimborso. Che sia una consuetudine o meno, situazioni di questo tipo implicano la necessità di conferire un accesso remoto a una persona esterna all’azienda, il che potrebbe essere un problema.

 

Le vere minacce dell’accesso remoto

Innanzitutto, non potete sapere con certezza quanto sia esperta questa persona (che sia un tecnico IT che fornisce un servizio puntuale o un “amico di un amico del cugino del dipendente tal dei tali”), quanto prenda sul serio la sicurezza dell’azienda, la propria e, soprattutto, se si tratta di una persona di cui davvero ci si può fidare. Se consentite che il vostro personale chieda aiuto esterno senza alcun tipo di criterio (portando il controllo dei loro computer al di fuori del perimetro aziendale), potreste mettere in pericolo l’intera rete.

L’amministratore di sistema da remoto potrebbe imbattersi per caso nella corrispondenza elettronica aziendale, in bozze di contratti o in altri tipi di documenti confidenziali. Il computer che utilizza potrebbe essere vulnerabile; inoltre, non sapete in che modo protegge le credenziali di accesso al vostro computer e se qualcun altro vi ha accesso. E se la sua integrità non è proprio ineccepibile, potrebbe persino copiare dati importanti o infettare il vostro sistema a proposito.

Per non parlare del fatto che, alla ricerca disperata di una soluzione, il vostro dipendente potrebbe inconsapevolmente rivolgersi a siti di falsa assistenza tecnica, spesso pubblicizzati sui social network o in forum tematici.

Di conseguenza, la vostra azienda potrebbe subire perdite sia economiche, sia in termini di danni d’immagine. Il furto di dati o un danno possono implicare costi importanti; inoltre, se consideriamo le normative vigenti che riguardano la protezione dei dati personali, le conseguenze potrebbero essere davvero gravi.

E poi non dimentichiamo che in pochi pensano a disattivare l’accesso remoto non appena risolto il problema per il quale è stato utilizzato. Se si può accedere a un computer da un’altra ubicazione, è probabile che ci saranno altri nuovi tentativi di accesso, e stavolta senza il consenso del dipendente. Siamo a conoscenza di casi di “specialisti” che hanno manomesso volutamente i dispositivi dei propri clienti affinché si rivolgessero nuovamente a loro in cerca di una soluzione.

 

Non consentite l’accesso remoto a persone che non conoscete o di cui non avete completa fiducia

Per colpa di risorse limitate, alcune aziende sono costrette a rivolgersi alla gestione da remoto, anche se magari solo in casi puntuali. Per ridurre il rischio di incidenti informatici, dovreste attenervi alla regola d’oro di affidarvi esclusivamente a professionisti di fiducia, affinché solo loro possano avere accesso ai computer della vostra azienda.

 

  • Nella fase di selezione del vostro fornitore di servizi IT, scegliete un professionista affidabile;
  • Assicuratevi che i vostri dipendenti sappiano che ai computer aziendali possono avere accesso solo quelle persone esterne specificatamente autorizzate dall’azienda;
  • Ricordate ai dipendenti di disattivare l’accesso remoto non appena il problema è stato risolto. Nei sistemi moderni è molto facile;
  • Avvaletevi di una soluzione di sicurezza affidabile in grado di gestire le app da remoto in modo sicuro, di bloccare risorse dannose (compresi i siti di falsa assistenza tecnica) e di identificare ulteriori minacce online.

 

 

Sicurezza

Hanno cifrato i vostri dati: e adesso?

Ecco come ridurre al minimo le conseguenze di un attacco ransomware aziendale.

Avete letto nei nostri articoli su come proteggere la vostra rete da ogni tipo di minaccia. Tuttavia, a volte, nonostante tutte le precauzioni, un’infezione riesce a insinuarsi. In questo caso, bisogna avere sangue freddo per portare a termine operazioni rapide e decisive. La vostra risposta contribuirà a determinare se l’incidente diventerà un enorme grattacapo per l’azienda o sarà il suo fiore all’occhiello grazie a un’eccellente gestione della crisi.

Durante il processo di ripristino della situazione normale, non dimenticate di conservare testimonianze di tutte le vostre azioni, che assicurino la trasparenza agli occhi dei dipendenti e del mondo intero. E cercate di preservare ogni traccia possibile del ransomware per i successivi sforzi di localizzare qualsiasi altro strumento dannoso che prende di mira il vostro sistema. Questo significa salvare i log e altre tracce del malware che possono tornare utili durante le indagini successive.

Step 1: individuare e isolare

Il primo passo è quello di determinare la portata dell’intrusione. Il malware si è diffuso in tutta la rete? In più di un ufficio?

Cominciate a cercare i computer e i segmenti di rete infetti nell’infrastruttura aziendale e isolateli immediatamente dal resto della rete, per contenere la contaminazione.

Se l’azienda non ha molti computer, iniziate con un antivirus, una soluzione EDR e dei file log firewall. In alternativa, per implementazioni molto limitate, passate fisicamente da un dispositivo all’altro e controllate.

Se stiamo parlando di molti computer, vorrete analizzare gli eventi e i log nel sistema SIEM. Questo non eliminerà tutto il lavoro successivo di passaggio da un dispositivo all’altro, ma è un buon inizio per delineare il quadro generale.

Dopo aver isolato i dispositivi infetti dalla rete, create delle immagini disco e, se possibile, non toccate questi dispositivi fino alla fine dell’indagine (se l’azienda non può permettersi il tempo di inattività dei computer, create comunque le immagini, e salvate il dump della memoria per l’indagine).

Step 2: analizzare e agire

Avendo controllato il perimetro, ora disponete di una lista dei dispositivi i cui dischi sono pieni di file cifrati, più le immagini di quei dischi. Tutti i sistemi sono stati scollegati dalla rete e non rappresentano più una minaccia. Si potrebbe iniziare subito il processo di recupero, ma prima occupatevi della messa in sicurezza del resto della rete.

Ora è il momento di analizzare il ransomware, capire come è entrato e quali categorie lo usano di solito; va iniziato, quindi, il processo di caccia alle minacce. Il ransomware non compare dal nulla: un dropper, un RAT, un Trojan loader o qualcosa di simile lo ha installato. È necessario sradicare quel qualcosa.

Per farlo, conducete un’indagine interna. Scavate nei log per determinare quale computer è stato colpito per primo e perché quel computer non è riuscito a fermare l’assalto.

Sulla base dei risultati dell’indagine, liberate la rete dal malware avanzato e, se possibile, riavviate le operazioni aziendali. Successivamente, cercate di capite cosa avrebbe potuto fermarlo: cosa mancava in termini di software di sicurezza? Colmate le lacune riscontrate.

Step 3: fare pulizia e ripristinare

A questo punto, avrete già gestito la minaccia alla rete, così come la relativa falla da cui è passata. Ora, rivolgete la vostra attenzione ai computer che sono fuori servizio. Se non sono più necessari per l’indagine, formattate le unità e poi ripristinate i dati con il backup pulito più recente.

Se non disponete di una copia di backup adeguata, allora dovrete cercare di decifrare ciò che si trova sulle unità. Iniziate dal sito No Ransom di Kaspersky, dove potrebbe già esistere un decryptor per il ransomware in cui vi siete imbattuti e, se non esiste, contattate il vostro fornitore di servizi di sicurezza informatica per verificare l’esistenza di un aiuto. In ogni caso, non eliminate i file cifrati: di tanto in tanto appaiono nuovi decryptor, e domani potrebbe essercene uno che fa al caso vostro (non sarebbe la prima volta).

Indipendentemente dai particolari, non pagate il riscatto. Sponsorizzereste un’attività criminale, e comunque, le possibilità di ottenere indietro i vostri dati non sono alte. Oltre a bloccare i vostri dati, gli autori del ransomware potrebbero averli rubati proprio a scopo di ricatto. Infine, pagare gli avidi criminali informatici li incoraggia a chiedere più soldi. In alcuni casi, solo pochi mesi dopo essere stati pagati, gli intrusi sono tornati per chiedere un’ulteriore somma di denaro, minacciando di pubblicare tutto se non l’avessero ottenuta.

In generale, considerate qualsiasi dato rubato di dominio pubblico e siate pronti ad affrontare una fuga di informazioni. Prima o poi dovrete parlare dell’incidente: con i dipendenti, gli azionisti, le agenzie governative e, molto probabilmente, anche con i giornalisti. Apertura e onestà sono importanti e saranno sempre qualità apprezzate.

Step 4: prendere misure preventive

Un grande incidente informatico equivale sempre a grossi problemi; perciò, la prevenzione è la miglior cura. Preparatevi in anticipo a ciò che potrebbe andare storto:

  • Installate una protezione affidabile su tutti gli endpoint della rete (compresi gli smartphone);
  • Segmentate la rete e dotatela di firewall ben configurati; meglio ancora, utilizzate un firewall di nuova generazione (NGFW) o un prodotto simile che riceva automaticamente i dati sulle nuove minacce;
  • Guardate oltre l’antivirus e fate uso di potenti strumenti di caccia alle minacce;
  • Impiegate un sistema SIEM (per le grandi aziende) per ricevere notifiche immediate;
  • Informate i dipendenti sull’importanza della cybersecurity mediante sessioni regolari e interattive di formazione.